Rabbia: vaccinazione obbligatoria per cani e gatti ANIMALI DOMESTICI. Terapia necessaria in alcune zone del nord Italia. Giorgio Varisco (Zooprofilattico): «A Brescia non c'è emergenza. La situazione viene monitorata, presto campagna di prevenzione» Brescia. Fino ai primi anni Ottanta la rabbia era diffusa anche nel Bresciano. La campagna di vaccinazione, con esche per le volpi disseminate nei boschi, portò all'azzeramento della malattia che ora è però tornata, anche se limitatamente ad alcune zone del Trentino Alto Adige e del Triveneto. E così è scattato l'allarme in tutto il nord Italia. La conseguenza: norme severe per tutti i proprietari di cani e gatti.
MA LA RABBIA che cos'è? È una malattia infettiva che colpisce gli animali a sangue caldo e può essere trasmessa all'uomo. In questo caso è più appropriato chiamarla idrofobia (paura dell'acqua), essendo la paura di bere, nonostante la grande arsura, un effetto di questa infezione. L'uomo ammalato fa fatica a bere, rimarcano i medici. L'agente eziologico è un Lyssavirus, della famiglia dei Rhabdoviridae. L'animale serbatoio è solitamente il pipistrello, mentre l'infezione umana è trasmessa solitamente dai cani o dalle volpi. IL RITORNO. Nell'autunno del 2008, a tredici anni di distanza dall'ultimo caso di rabbia diagnosticato su una volpe a Trieste nel '95, la rabbia silvestre ha fatto la sua ricomparsa nel nord Italia. Ad oggi vengono segnalati 76 casi, 44 in Friuli e 32 in Veneto. Altre segnalazioni vengono dal Trentino, regione che confina col Bresciano. Da qui l'allarme con precise norme imposte - a chi possiede piccoli animali - dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. I cani, i gatti e i furetti al seguito delle persone dirette in aree a rischio devono infatti essere vaccinati almeno tre settimane prima della partenza. C'è però la possibilità, per casi di partenza urgente, di poterli portare nelle zone non boschive se tenuti al guinzaglio (per i cani è necessaria la museruola). Chi ha già prenotato l'albergo per la settimana bianca può non avere il tempo per vaccinare Sultan o Minù: devono infatti trascorrere 21 giorni dalla vaccinazione antirabbica. «Se il cane è già stato sottoposto a vaccinazione l'anno prima non ci sono problemi. Il vaccino ha una copertura di 11 mesi e la vaccinazione antirabbica costa tra i 35 e i 40 euro» sottolinea Patrizia Scutra, veterinario bresciano con ambulatorio in zona Lamarmora e tanta esperienza. LA SITUAZIONE viene quindi monitorata a livello nazionale. «Nel Bresciano non si segnalano casi di rabbia» ribadisce Giorgio Varisco, direttore dell'Istituto Zooprofilattico di Brescia. «L'attenzione è massima perché il Bresciano è area confinante con il Trentino dove vengono segnalati casi, e quindi c'è il teorico pericolo che un cane possa ammalarsi venendo a contatti con volpi o altri animali. I padroni degli animali devono stare attenti, seguire le normative. Non c'è alcun allarme perchè nella nostra provincia la rabbia è stata debellata negli anni Ottanta». Come è già avvenuto in passato, nei boschi del Settentrione partirà una campagna di vaccinzione per le volpi. Saranno disseminate esche contenenti fialette che contengono medicinale. Si cerca di circoscrivere la malattia giunta in Italia attraverso volpi infette o cani randagi che provengono da Croazia o Slovenia. fonte: bresciaoggi.it |