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Allarme rabbia in provincia di Belluno

Trovati gatti morti, risultati poi positivi alla rabbia, scatta la vaccinazione di massaRinvenuti dei gatti morti, risultati poi positivi alla rabbia, scatta la vaccinazione di massa

Scatta la vaccinazione di massa dei felini nelle zone in cui sono stati rinvenuti dei gatti morti, risultati poi positivi alla rabbia. I comuni interessati sono: Santo Stefano di Cadore, Castellavazzo, Trichiana, Lentiai, Feltre, Pedavena e Sovramonte. I sindaci hanno già provveduto ad emettere le ordinanze necessarie. La campagna riguarderà tutti i gatti domestici e, per quanto possibile, anche i randagi.

«Lo scopo - ha spiegato il direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Usl 1, Giovanni Battista Benedetti - è quello di vaccinare il maggior numero possibile di animali in modo da arginare il fenomeno. Come per i cani viene applicata una tariffa agevolata di 5 euro». L'allarme era stato lanciato qualche giorno fa dal segretario dell'ordine dei veterinari di Belluno Luca Funes, a seguito dell'ultimo bollettino dell'Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie, che segnava i primi casi di gatto morsicatore. «Con la rabbia in giro - aveva affermato Funes - i gatti sono un problema serio. Per le volpi c'è la profilassi aerea; per i cani la vaccinazione obbligatoria. Maper i gatti? Nonsono mica microcippati, come i cani. Comesi fa a sapere se una gatto appartiene a tizio o a caio? E le colonie feline, chi le gestisce? E i tanti esemplari "liberi"? Infatti l'ultimo decreto regionale sulla rabbia si limita a "consigliare" la profilassi, senza renderla obbligatoria. Perché non si può; e perché l'anagrafe felina è solo un progetto».

In sintesi: per Funes per i gatti non ci sono padroni né si possono imporre obblighi legali di vaccinazione. Per questo sono scesi in campo i sindaci con le loro ordinanze. Chi ha gatti, li vaccini; così si argina il fenomeno. E a fine aprile partirà la seconda campagna vaccinale contro la rabbia sulle volpi nel Bellunese, mentre una terza distribuzione è già in programma per l'estate. Come la prima si svolgerà con l'ausilio dell'elicottero, che questa volta, viste le temperature più miti, lancerà le esche fino a 1500 metri di altitudine. Poi saranno i cacciatori con la polizia provinciale a posizionare i vaccini all'interno dei paesi. La stessa operazione verrà eseguita anche nelle regioni confinanti interessate dall'epidemia di rabbia silvestre, vale a dire Trento, Bolzano e Friuli Venezia Giulia. Intanto la moria di animali ha subito un rallentamento nelle ultime settimane, grazie anche all'immunizzazione delle volpi. L'epidemia sembra essere sotto controllo, specie in alcune aree della nostra provincia, dove si può notare una regressione del virus. In altre zone, come il Cadore e il Comelico, però, si sono registrati ancora dei casi. Non si ferma, invece, la campagna informativa sul virus. Il consiglio per chiunque si trovi di fronte ad animali sospetti, vivi o morti, è di evitare qualsiasi contatto e segnalarlo ai servizi veterinari, forestali o alla polizia provinciale per i necessari accertamenti.

 

fonte: www.adige.tv

 

 

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