ENPA Onlus sezione di Brescia chiede attenzione all'ambiente ed agli animali
Negli ultimi anni stiamo ponendo una particolare attenzione alle tematiche animaliste ed ambientaliste, facendoci portavoce delle migliaia fra soci e sostenitori che condividono con la nostra associazione idee e progetti. In un programma politico, soprattutto per una regione importante come la nostra, non possiamo dimenticare l’importanza della natura e dell’ambiente nella nostra vita quotidiana. Problematiche come lo sblocco dei fondi sul randagismo, la cementificazione selvaggia o la caccia in deroga sono aspetti importanti che non devono essere sempre relegati ai margini di un progetto politico, soprattutto nel 2010, l’anno mondiale della biodiversità. Di seguito proponiamo quindi alcune tematiche come spunto di riflessione comune per individuare un programma politico che impegni il nuovo consiglio e la nuova giunta regionale:
1 • Limitazione dell’eccessiva cementificazione Secondo alcuni recenti studi, la provincia di Brescia ha consumato molto più territorio di qualsiasi altra area europea, soprattutto in modo del tutto sproporzionato rispetto al tasso di crescita della popolazione. In ogni territorio comunale possiamo contare moltissime abitazioni nuove invendute e, nonostante questo, si continua a costruire rubando spazi e aree alla natura e agli animali. Tale processo provoca l’impoverimento della biodiversità e crea una seria difficoltà agli animali che, senza i dovuti corridoi ecologici, finiscono in mezzo alle strade trovando spesso una triste fine. L’eccessiva urbanizzazione riduce gli habitat naturali idonei alla sopravvivenza degli animali. In queste aree è comunque concessa la caccia aumentando di conseguenza la pressione venatoria su animali già in grave difficoltà. Cosa fare per cercare di porre rimedio a tutto ciò? Innanzitutto, bisognerebbe incentivare maggiormente le ristrutturazioni, riutilizzando aree industriali abbandonate o in disuso rendendole edificabili. Riteniamo inoltre che dovrebbe essere studiata ed approvata una legge che vieti la costruzione di nuove abitazioni se una certa percentuale di case è ancora invenduta. Sottolineiamo infine che la lotta alla cementificazione e al consumo esasperato del territorio è una problematica che tocca da vicino non solo gli animali ma anche i cittadini dal momento che la corretta gestione del territorio è la chiave per la tutela dell'acqua che beviamo, dell'aria che respiriamo e dell'ambiente in cui tutti viviamo. 2 • Divieto della caccia in deroga Come succede ormai da diversi anni, la caccia in deroga è divenuta una costante nonostante la stessa parola 'deroga' indichi una concessione straordinaria ed episodica, non una prassi regolare. Ricordiamo che la legge nazionale 157/92 afferma espressamente che la caccia è una concessione che lo Stato italiano concede a chi sia in possesso di regolare licenza, quindi non un diritto. In base a un sondaggio IPSOS i cui risultati sono stati diffusi il 7 marzo 2010 il 70% degli intervistati si è mostrato contrario o fortemente contrario alla caccia, un orientamento che abbraccia tutte le tendenze politiche (citiamo: “'Scomposto' per orientamento di voto il 70% contrario a tutta la caccia è ampio anche nella maggioranza di Governo (64%), diventa 71% nell’area Pd-Idv fino al 76% di altro orientamento di voto (sinistra, centro, destra)”) . Per la concessione della caccia in deroga lo Stato italiano sarà costretto a pagare multe molto elevate all’Unione Europea. In un momento di difficoltà economica come quello che si è verificato negli ultimi anni, non può passare in secondo piano la consapevolezza, soprattutto da parte degli amministratori regionali, che quei soldi avrebbero potuto essere usati per motivi assai www.facebook.com/people/Enpa-Brescia/100000740294937 più importanti del pagamento di una sanzione. 3 • Maggiore incentivo dell’uso dell’energia derivante da fonti rinnovabili Il costo ancora troppo elevato rappresenta un freno alla diffusione su larga scala dell’uso di questa tecnologia che genera energia cosiddetta “verde” perché molto meno inquinante rispetto a qualsiasi altra. Il sole è un dono della natura che non va sottovalutato. Se ogni cittadino potesse autoprodurre la maggior parte dell’energia elettrica, non ci sarebbe il bisogno di comprare energia dall’estero o costruire nuove centrali elettriche. Ciò vale soprattutto per le centrali nucleari per le quali, nel 1987, erano stati indetti ben tre referendum abrogativi (per la localizzazione delle centrali, per i 'contributi' a Comuni che accettassero tali centrali e per la partecipazione dell'ENEL alla costruzione di centrali estere) con una media di voto del 77,4% contro il nucleare. Qualsiasi utilizzo di risorse destinate inevitabilmente all'esaurimento (petrolio, carbone, uranio...) non rappresenta la sicurezza del futuro, diversamente dal sole che costituisce una risorsa illimitata e perenne. Gli edifici pubblici dovrebbero inoltre essere dotati di questi impianti che permetterebbero di abbattere i costi della gestione degli stessi, stimolando la domanda per tali impianti (diminuendone così il costo) e favorendo la creazione di nuove imprese e nuovi posti di lavoro in un settore destinato a essere trainante (si calcola che in Germania il 16% dell'energia sia creato da fonti rinnovabili e si siano creati 750.000 posti di lavoro nel settore). 4 • Sblocco del Piano Triennale Regionale per la prevenzione del randagismo e tutela degli animali d’affezione. La Lombardia, con la legge regionale 20 luglio 2006, n.16 “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione” (poi inserita nel Testo Unico delle leggi regionali in materia sanitaria, l.r.33/2009) era già stata l’ultima Regione a dare attuazione alla legge quadro 281 del 1991, ben quindici anni di ritardo. La Consulta Regionale, a seguito di numerosi e approfonditi confronti, ha ritenuto opportuno e doveroso investire sulla prevenzione del randagismo con il finanziamento di interventi educativi nelle scuole, l'avvio di Uffici Diritti Animali nei Comuni e nelle province, la copertura di parte delle spese per gli interventi di sterilizzazione di cani nei canili, gatti liberi e anche di animali di proprietà. Infine è stato stanziato un considerevole finanziamento per gli interventi di risanamento dei canili esistenti e la costruzione di nuove strutture, con la consapevolezza oggettiva che il problema del randagismo può essere risolto e monitorato solo ed esclusivamente con una strategia di intervento che comprenda l'educazione dei cittadini, la prevenzione sanitaria e il coinvolgimento diretto degli enti locali e non solo con la costruzione di strutture per il ricovero per animali non di proprietà. Nel solo 2009, in tutto il territorio regionale, si sono verificati circa 14.000 ingressi di cani nei canili sanitari (dei quali poco meno di 2.400 solo nella nostra provincia): di questi circa il 40% viene restituito al proprietario mentre il 60% finisce nei canili convenzionati con i comuni che, lo ricordiamo, hanno l’obbligo di provvedere agli animali randagi presenti sul proprio territorio. Quest'obbligo si traduce in costi per le convenzioni di recupero e cattura degli animali e per il mantenimento degli stessi nelle strutture convenzionate. L’uso di questi fondi permetterebbe di far diminuire il fenomeno degli abbandoni e quindi far risparmiare le amministrazioni comunali permettendo loro l'impiego del denaro in altre aree d'intervento. 5 • Maggior tutela contro l’inquinamento ambientale da sostanze chimiche La forte industrializzazione e la mancanza di senso civico da parte di molti responsabili della gestione di scarti industriali e sostanze chimiche sono le cause dell’inquinamento delle acque superficiali e delle falde acquifere. Ogni giorno vengono rilasciate nell’ambiente sostanze dannose frutto di scarichi abusivi di liquami d’allevamento, liquidi chimici usati nella pulizia industriale, refrigeranti usati sulle macchine utensili, prodotti chimici scaduti o addirittura, come nel caso del Lambro, carburanti. E' proprio questo recentissimo disastro ambientale a imporre più che mai la necessità di trovare una soluzione perché, purtroppo, non si tratta di un 'caso isolato'. Nei giorni scorsi sono state riversate sostanze chimiche nel fiume Strone, nella zona dove ha sede il Parco, mentre pochi mesi fa erano stati trovati diversi quintali di sacchi contenenti diserbanti agricoli scaduti nel Vaso Fiume a Verolanuova. Tutti questi episodi rappresentano altrettanti campanelli d’allarme sull'assoluta necessità di porre regole chiare e rigide. Chiediamo che le pene per i reati ambientali siano rese ben più severe e si creino registri delle aziende potenzialmente pericolose con criteri di controllo e gestione ben più rigidi, soprattutto perché spesso le imprese sorgono a ridosso dei corsi d’acqua. Il ripristino delle acque inquinate rappresenta una cura utile e necessaria ma bisogna cercare di prevenire questi drammatici eventi nell'interesse di tutta la collettività e non 'solo' degli animali. 6 • Difesa dell'ambiente e della biodiversità Chiediamo un maggior impegno per il mantenimento dell’ambiente e della sua biodiversità tramite incentivi all’agricoltura biologica che non utilizza prodotti nocivi per l'ambiente (quindi per uomini e animali). Un buon modello da seguire è l’esempio dell’incentivo della produzione di riso proveniente da coltivazioni biologiche, proposto dalla giunta regionale uscente. Riteniamo che debba esserci un maggior controllo sull’uso di pesticidi pericolosi nelle coltivazioni, causa del calo demografico di diverse specie di uccelli (come le rondini) o della grande moria delle api. L’anno scorso, con la 'motivazione' della lotta alla diabrotica, si sono usate grosse quantità di sostanze chimiche causa della morte di moltissimi animali e di inquinamento ambientale. Non occorre infine ripetere che l'uso/abuso di tali sostanze rappresenta un elevatissimo per la salute di tutti e non 'semplicemente' degli animali (per il rischio di contaminazione di pozzi e falde acquifere, per i residui tossici sui prodotti agricoli destinati al consumo e via elencando). 7 • Maggior sostegno alla raccolta differenziata dei rifiuti Una nuova politica nei confronti dei cosiddetti 'rifiuti' da portare avanti aiutando i comuni più meritevoli con incentivi che poi si tradurebbero in maggiori servizi per i cittadini. In molti dei municipi e delle amministrazioni pubbliche non viene fatta la raccolta differenziata. L’incentivo alla raccolta differenziata deve iniziare dall’esempio di chi governa il territorio, promuovendo non solo la raccolta differenziata ma anche l’utilizzo di prodotti riciclati (come la carta e le buste) per le attività svolte quotidianamente dalle pubbliche amministrazioni. In un ambiente sempre più antropizzato come il nostro, c’è bisogno della riscoperta e della cura di tutte le aree verdi ancora presenti nella nostra regione dove possono trovare rifugio le più diverse specie di animali. Alcune di queste, soprattutto quelle più fragili, sono ormai in forte diminuzione, ad esempio le rondini e i pipistrelli che svolgono un’importante funzione per il contenimento delle zanzare ed in particolare della zanzara tigre. Siamo certi che la futura amministrazione Regionale della Lombardia non possa non tenere in considerazione queste proposte perché una provincia così ricca di risorse naturali non può permettersi che esse vengano gravemente compromesse nell’interesse di pochi e perché la tutela dell'ambiente in cui si vive è a vantaggio di tutti. Come associazione, chiederemo ai nostri soci e sostenitori di valutare gli aspetti ambientali e naturalistici del programma e dell'operato dei nuovi consiglio e giunta regionali. Sara Pepi presidente ENPA ONLUS Sezione di Brescia come ricevuto pubblicato |