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venerdì, 21 novembre 2014

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Sterilizazione del Gatto
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Sterilizzazione del gatto

Sterilizzazione-del-gattoLa sterilizzazione del gatto è un'operazione il cui obiettivo è quello di eliminare il desiderio sessuale e la riproduzione dell'animale. L’operazione viene eseguita sotto anestesia generale e il rischio è minimo. Non richiede ricovero ospedaliero. Il recupero totale del gatto si verifica in due o tre giorni. L’operazione è diversa a seconda se si tratta di sterilizzazione del gatto maschio o della sterilizzazione di una femmina. Dal sesso dipende anche la conseguente variazione nel comportamento

 

Sterilizzazione per i gatti maschi:

Vasectomia: è la resezione, dopo legatura, dei dotti deferenti che sono dei tubicini dove si accumula lo sperma "testicolare". In questi casi, la sterilizzazione si dovrebbe fare tra sei e otto mesi di età.
Castrazione: è la rimozione dei testicoli, è il metodo più diffuso nell'UE per impedire la
riproduzione. Elimina la produzione di sperma e l'ormone sessuale maschile.
Sterilizzazione per le gatte femmine:

Isterectomia ovarica: Rimozione di ovaie e utero. Elimina la produzione di uova, l’ormone sessuale femminile e l'insorgenza di cicli di calore. 
La legatura delle tube è più facile da fare, ma comporta rischi. Nonostante l’operazione la femmina continua a produrre le cellule uovo femminili, ma la legatura delle tube impedisce allo sperma di raggiungere l'uovo e fecondarlo. 
Ovarioectomía: consiste nella estrazione delle ovaie.

Gatti maschi e femmine che vivono in casa vengono solitamente sterilizzati. Questo intervento permette, infatti, in una alta percentuale di casi di eliminare la tendenza del maschio a marcare il proprio territorio con l’urina, soprattutto quando l’intervento viene effettuato prima della maturità sessuale. La castrazione riduce anche la tendenza dei giovani ad allontanarsi dal territorio materno e degli adulti a vagabondare e manifestare aggressività verso gli altri maschi.
Nelle femmine il primo vantaggio dell’operazione è il controllo delle nascite: una gatta può partorire più di 4 gattini due volte all’anno ed è quindi meglio prevenire le gravidanze indesiderate. A differenza dei gatti maschi, nelle femmine la sterilizzazione non influisce sul carattere, se non eliminando i comportamenti caratteristici dell’estro. L’intervento avviene verso gli 8 mesi, ed è più delicato nella gatta, poiché vi è l’asportazione delle ovale in cavità addominale. La sterilizzazione è controindicata prima dei 6 mesi, quando la gatta è in estro o è gravida da più di 3 settimane.
 

Variazioni comportamentali: 

Gli elementi essenziali dei gatti quali il temperamento, l'intelligenza, la vitalità, l'indipendenza, la domanda di affetto o senso di gioco, ecc. non cambia con sterilizzazione.

Per i gatti maschi si assiste ad una notevole riduzione della “marcatura” del territorio, quindi è meno scontroso con gli altri maschi. Inoltre, è meno probabilità che sviluppi infezioni e disturbi legati alla riproduzione e alla prostata e del tratto genito-urinario, infezioni che possono poi portare a malattie renali, uno dei problemi più comuni nei gatti senza castrazione nei primi cinque anni di vita.

Per le gatte femmine si rimuove “il calore”, quindi non perde più sangue e impedisce cambiamenti comportamentali causati dal calore. Hanno meno probabilità di sviluppare il cancro uterino o infezioni, così comuni nelle femmine non sterili.

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