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Scopri tutto sull'alimentazione del gatto adulto, dal cibo casalingo ai croccantini e umido, nutrire il gatto anziano, svezzamento ed allattamento dei gattini.

Alimentazione del gatto adulto

alimentazione del gattoI gatti sono formidabili predatori che, malgrado secoli di convivenza con l’uomo, non hanno perso la capacità di sopravvivere grazie alla propria abilità di procurarsi il cibo con la caccia. Se ne hanno la possibilità, i gatti catturano e mangiano piccoli roditori, ma anche uccelli, rettili e insetti, che spesso però uccidono senza cibarsene. Come ogni animale, anche il gatto è un opportunista, che ha imparato a sfruttare gli abbondanti rifiuti alimentari dell’uomo, trovando cibo tra i cassonetti e approfittando del buon cuore delle "gattare". In città i gatti senza padrone non hanno infatti a disposizione le prede naturali e non sono in grado di catturare i veloci piccioni e i pericolosi ratti, dipendono quindi totalmente da queste fonti di cibo. Pertanto come per gli altri predatori, l'alimentazione del gatto si basa sulla carne.

Alimentazione casalinga

Nell'alimentazione casalinga la carne, spezzettata e appena scottata, può essere integrata con altro cibo: cereali e verdure, pane o grissini secchi e privi di muffe, carote, zucchine e altre verdure bollite, che non garantiscono un apporto di proteine e vitamine consistente, ma facilitano la motilità intestinale. Sono invece da evitare dall'alimentazione dei gatti, cibo non ben tollerato come leguminose, patate e latte. Durante lo svezzamento o in caso di una cucciolata numerosa e di latte materno insufficiente, è consigliabile integrare l'alimentazione dei gattini con cibo specifico, ad esempio latte integrato ricco di vitamine, minerali e proteine, carenti nel latte vaccino. Un cibo entrato a far parte della dieta dei gatti solo grazie all’uomo è il pesce, infatti ospitati sulle navi fin dal tempo dei faraoni, in qualità di derattizzatore, i gatti hanno imparato a servirsi degli scarti dei pescatori. Il pesce è un cibo ricco di vitamine, soprattutto del gruppo B: al gatto di casa è bene offrire nella propria alimentazione il pesce cotto, senza la testa, e lische e e viscere, che contengono un enzima che distrugge la vitamina Bl.

Nell'alimentazione dei gatti da evitare sono la carne di maiale cruda, il pesce guasto, le ossa acuminato o scheggiabili, soprattutto se cotte, gli avanzi di cucina, l’albume crudo e il cibo per cani. Il gatto necessita di una alimentazione calorica con un elevato contenuto proteico (circa 40%), appetibile e possibilmente varia. Il cibo deve essere somministrato a temperatura ambiente, né troppo caldo, né freddo di frigo.

Croccantini e umido

alimentazione gatto anzianoIn alternativa all'alimentazione casalinga è consigliabile affidarsi a cibo specifico disponibile sia umido sia secco. Se si desidera cambiare l'alimentazione del gatto è preferibile introdurre quantità crescenti del nuovo alimento nella solita pappa, piuttosto che modificare bruscamente il pasto. I gatti non amano dividere il proprio cibo in poche e abbondanti razioni ma amano consumare piccole quantità di cibo più volte durante il giorno e la notte. Lasciare il cibo sempre a disposizione non è però possibile se si utilizzano alimenti umidi, che si ossidano e si degradano rapidamente o se la ciotola è posta all’esterno, dove attira rapidamente sciami di insetti.  Componente essenziale dell'alimentazione del gatto è inoltre l'acqua, che non dovrebbe mai mancare vicino alla ciotola del cibo, anche se il gatto ha bisogno di quantità minime di acqua per sopravvivere. Non bisogna quindi preoccuparsi se il gatto beve poco, semmai per il contrario, se ciò accade senza un motivo plausibile è opportuno rivolgersi immediatamente ad un veterinario.
Per una buona alimentazione del gatto, inoltre, è importante anche il modo in cui il cibo viene servito. Il gatto di solito preferisce cibi poco cotti e serviti a temperatura ambiente ai cibi crudi e freddi. Importante è anche l’ambiente dove sono sistemate le ciotole, deve essere un posto tranquillo ed appartato, inoltre pulito e lontano dalla spazzatura o dalla cassettina dei bisogni, il micio infatti perde appetito se sente cattivi odori, pertanto è buona norma pulire per bene le ciotole ad ogni pasto per evitare odori sgradevoli. Infine e bene ricordare che il gatto mangia a bocconi quando a voglia, pertanto la ciotola deve essere sempre piena, sarà il micio a regolarsi; è bene riempire la ciotola la sera prima di andare a letto in modo tale che durante la notte può fare i suoi spuntini notturni lontano da occhi indiscreti.

Inoltre:

Alimentazione del Gatto anziano

Con l’avanzare dell’età, il gatto richiede un’alimentazione regolata e specifica, rallenta infatti il metabolismo del gatto e mutano di conseguenza le esigenze nutrizionali. Un gatto si può considerare anziano quando raggiunge i 10 anni di età che corrispondono ai nostri 60 anni. Una buona alimentazione , oltre che frequenti visite veterinarie, può prevenire tutta quella serie di problemi tipica dell’età,come la mancanza di appetito, la sonnolenza, l’ipertrofia cardiaca, il diabete, le disfunzioni renali, la stitichezza. E’ consigliabile utilizzare dei prodotti specifici. Con l’avanzare dell’età è importante somministrare una dieta molto digeribile perché le capacità digestive possono diminuire, Spesso è necessario stimolare la motilità del tratto gastroenterico con l’aggiunta di fibre per prevenire la stitichezza. Inoltre bisogna utilizzare cibi a basso contenuto di fosforo in caso sia un soggetto che soffre di insufficienza renale. Il cibo umido (patè o bocconcini) è consigliato per chi ha problemi con i denti e per assicurarsi le giuste quantità di liquidi. Per concludere possiamo dire che l’alimentazione del gatto anziano deve avere un apporto calorico moderato, proteine di alta qualità, un corretto equilibrio tra i minerali oltre al giusto apporto di vitamine, di grassi appetibili e di fibre.

Per approfondimenti: Alimentazione del gatto anziano: guida completa per una dieta sana

SVEZZAMENTO: alimentazione dei gattini

svezzamento alimentazione gattiniDopo il periodo dell’allattamento che può durare dai 30 ai 50 giorni, durante il quale il gattino cresce a ritmi impressionanti alimentandosi del primo latte (colostro), può iniziare lo svezzamento.

E’ un passaggio fondamentale per la salute psicofisica del gattino, pertanto bisogna prestare molta attenzione. Inizialmente si può tentare con qualche cucchiaino di latte maternizzato con l’aggiunta croccantini o normale omogeneizzato alla carne o pesce, nelle quantità di 2 parti di latte e una di cibo secco oppure una di latte e due di cibo umido. Ovviamente con il passare dei giorni bisogna diminuire la quantità di latte e nel giro di una settimana o poco più (dipende dal gattino) si potrebbe già arrivare al primo vero pasto fatto di carne o pesce ben cotti con riso stracotto. Lo svezzamento può considerarsi completo già verso la sesta/ottava settimana, anche se è consigliabile somministrare il cibo per “gattini” fino alla nona settimana.

per approfondimenti: Svezzamento del gatto: una guida completa per la felicità del tuo amico a quattro zampe

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